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Lariosoccorso

    Essere e restare umani aiutando chi abbiamo vicino.

    Quando si parla di “nostro prossimo” si dimentica spesso che il prossimo siamo noi. Così nella serata di giovedi’ scorso 23 gennaio nella sede di Lariosoccorso di Erba, alla presenza del suo Presidente Alberto Croci, del Presidente del Rotary Erba Laghi Roberto Molteni, di un nutrito gruppo di soci rotariani e , ciò che più conta, di una parte dei volontari di Lariosoccorso, si è avuta la bellissima ed interessante occasione di vedere ed ammirare sia la disponibilità di mezzi e tecnologie, sia la professionalità dei volontari ed operatori di questa associazione, nata per assistere le persone in stato di grave difficoltà fisica e sanitaria. Dall’esposizione storica della nascita e dello sviluppo dell’associazione sino ad oggi, i presenti hanno potuto conoscere tutti i progressi, frutto non solo delle nuove tecnologie ma soprattutto dell’impegno e del sacrificio personale di chi del tutto gratuitamente opera da sempre nel quotidiano sostegno di chi ha bisogno, che hanno fatto di questo ente una realtà ben radicata sul territorio dell’Alto Lago e dell’Alta Brianza. Occorre evidenziare come in un simile contesto il Club Rotary Erba Laghi, da sempre presente sul territorio erbese, con iniziative volte a favore di quest’ultimo, in quest’anno di Presidenza di Roberto Molteni, nella sua azione di servizio, ha inteso privilegiare il sostegno di Lariosoccorso con una serie di iniziative, come il Concerto natalizio e l’offerta spontanea dei cittadini utenti delle farmacie  erbesi e della zona, dirette a raccogliere fondi per l’acquisto di una nuova ambulanza dotata di culla termica per il soccorso ai bambini piccoli. Si è così potuto destinare un contributo di duemila euro per il raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre un contributo di analoga entità è stato stanziato dal Rotary Club Munchen-Martinsried di Monaco. La serata è stata poi resa ancor più interessante dalla simulazione di un intervento di soccorso ad una donna in stato di trauma cranico. Così si è avuta la percezione non solo dell’umanità dei soccorritori ma anche e soprattutto della loro altissima professionalità. Quest’ultima considerazione unita all’incipit di questo articolo ci deve ricordare sempre che siamo uomini, e come tali deboli e vulnerabili, la cui ricchezza non sta in noi stessi ma soprattutto negli altri, nelle persone che incontriamo lungo il nostro cammino e nella loro generosa disponibilità all’aiuto gratuito nei momenti di difficoltà e sofferenza. E giusto per ricordare le parole di un grande santo la medicina non basta senza una goccia di amore.